TUTTI I SEGRETI DEL RISPARMIO: FONDI PENSIONE E NUOVE GENERAZIONI

Vincenzo Balzano
Sono Vincenzo Balzano, Ispettore Principale, Consulente Finanziario e Assicurativo per Alleanza Assicurazione Spa

L’ industria del risparmio si sta interrogando su quali saranno i clienti di domani e che bisogni avranno.

Crescita, deflazione, dazi, occupazione,tassi e ruolo delle banche centrali sono solo una parte del rebus.

In futuro nuovi attori e nuove regole del gioco saranno sempre più determinanti nell’ esito della partita dei mercati.

Nei prossimi anni salirà, per esempio, lo “scontro” tra gestione attiva e passiva: assisteremo probabilmente a un capovolgimento dell’attuale mix di masse a livello globale che, secondo State Street, sono oggi gestite in maniera passiva per il 25% degli asset e in modo attivo per il 75% .

La tec- nologia renderà più efficiente l’accesso alle informazioni, l’asset allocation diventerà il nuovo alpha.

Nel mondo del risparmio sarà poi sempre più crescente il peso di Cina e Asia ed entro il 2029 il più grande gestore del mondo, secondo gli esperti, sarà proprio di Pechino. Il focus si sposterà sui nuovi ricchi, spesso giovani, di queste aree.

Il peso dei Millenials

Immagine di quifinanza

Il peso dei Millennials e il loro modo di risparmiare sarà sempre più un tema chiave.

Come ricordano da Goldman Sachs, l’86% dei Millennials vive nei mercati emergenti, sono circa 2 miliardi di persone e metà abita in Cina o India.

Con una migliore istruzione e un maggiore sviluppo economico, i Millennials possono aspirare a essere più ricchi dei loro genitori e le stime indicano che, entro il 2035, i Millennials cinesi supereranno come forza di consumo quelli americani.

In Italia, secondo gli esperti di Kpmg, ci sono oltre 11 milioni di risparmiatori Millennials. Tra pochi anni avranno in tasca gran parte del risparmio italiano, lasciato dai loro genitori.

Ma la situazione economico-sociale è diversa rispetto a quella dei cugini cinesi.

Oggi in Italia i giovani tra i 18 e i 35 anni sono una generazione quasi invisibile agli occhi degli operatori dell’asset management perché i nostri Millennials spesso non hanno un lavoro stabile e non sono ancora economicamente del tutto indipendenti.

Nuovi investitori retail

Accanto ai nuovi investitori retail, nei prossimi anni, si assisterà a un ruolo più attivo degli investitori istituzionali che, come ricorda Luca De Biasi wealth business leader di Mercer Italia, aumenteranno il grado di competenza e specializzazione delle proprie strutture, al fine di prendere decisioni consapevoli su temi di investimento.

Fondi pensione, Casse di previdenza e Fondazioni bancarie, saranno protago- nisti del prossimo decennio con la necessità di esplorare soluzioni di investimento alternative (private debt, infrastrutture, private equity) per poter generare rendimenti positivi e di conseguenza assicurare la sostenibilità dei flussi pensionistici o erogazioni.

Per tutti gli investitori, istituzionali e retail, ci sarà una costante ricerca di modelli di sviluppo sostenibili che si tradurrà nell’integrazione sempre più stretta dei fattori Esg nelle scelte di investimento.

C’è poi il tema della sempre maggiore digitalizzazione che coinvolge anche la domanda degli investitori, ma accanto alla maggior digitalizzazione si rafforzerà anche il bisogno di relazione. Il digitale aiuterà l’industria del risparmio a realizzare prodotti a basso costo e alla costruzione dei portafogli.

L’intelligenza artificiale aiuterà a costruire prodotti sempre più personalizzati mentre la relazione sarà sempre più ricercata per la definizione complessiva della propria asset allocation.

Nei prossimi anni, se continuerà la compressione dei costi, rimarrà forte anche il ruolo del risparmio gestito, i cui prodotti, dal 2012, sono già raddoppiati nelle tasche degli italiani. Ma la ricerca di consulenza porterà con sé nuovi obiettivi. In passato l’attenzione dei risparmiatori italiani è stata posta al rendimento.

Nei prossimi anni, vista la congiuntura dei mercati,gli investitori saranno invece sempre più portati a valutare il rischio e la stabilita del capitale.

Pir (Piani individuali di risparmio), c’è ancora il segno meno


Immagine di www.symphonia.it

I Piani individuali di risparmio sono una forma  d’ investimento incentivata fiscalmente in Italia. Sono stati  introdotti nell’ ordinamento italiano con la legge di stabilità del  2017 per aumentare gli investimenti nelle aziende italiane mediante il risparmio delle persone fisiche italiane.

A Ottobre la raccolta è stata negativa per 104 milioni, peggiorando nettamente le posizioni rispetto ai 38 persi a Settembre.

Con questo ennesimo dato negativo, sale così a -821 milioni il deficit dall’inizio dell’anno.

Nonostante le aspettative di una possibile modifica all’attuale normativa da parte del Governo in sede di manovra economica, i piani individuali di risparmio si stanno prosciugando, interrompendo da un lato il legame tra risparmio gestito ed economia reale e dall’altro l’atteggiamento che vedeva nel lungo periodo l’orizzonte temporale più indicato per questo genere di investimenti.

L’aspetto singolare è che i deflussi non si arrestano nemmeno di fronte alle buone performance che caratterizzano l’andamento dei prodotti, soprattutto dall’inizio dell’anno.

43 Piani individuali di risparmio con ottimo rendimento

Da inizio anno sono 43 i Pir che hanno registrato rendimenti a doppia cifra.

In particolare il fondo che in assoluto ha reso di più è stato nuovamente Anthilia Small Cap Italia con una crescita del 44,8%, seguito da Lyxor Italia Equity Pir e da Credit Suisse Italian Equity cresciuti entrambi di oltre il 28%.

Molto positivi anche gli incrementi registrati da AcomeA Italia P2 (27%), da Arca Azioni Italia (26,2%) e da Zenit Pianeta Italia (25,9%). Intorno al 20% le per- formance di Amundi Dividendo Italia, Mediobanca Mid e Small Cap, Eurizon Programma Italia 70 e Mediolanum Flessibile Futuro Italia.

Il prodotto che ha reso di meno ha spuntato il 4,5% ed è stato Euromobiliare Pir Italia Flessibile.

Per quanto riguarda invece l’andamento da inizio 2018 a oggi, sono una quarantina (su 52) i prodotti che hanno interamente recuperato le perdite accusate in precedenza.

Anche in questo i prodotti migliori sono stati quelli targati Anthilia (19%) e Lyxor (8,7%), mentre il meno brillante Mediolanum Sviluppo italia Flessibile (-5,4%).

I ✅TOP E I ❌FLOP

TITOLI TOP ✅

DescrizioneUltimo prezzoVar%
INNOVATEC0,0436+14,74%
4AIM SICAF429,9+8,84%
ESPRINET4,365+8,72%
PRIMA INDUSTRIE16+6,95%
BIOERA0,645+6,79%
AQUAFIL5,55+6,53%
UNIEURO13,28+5,73%
EL.EN.33,24+5,73%
FIERA MILANO4,735+5,34%
TXT E-SOLUTIONS10,36+5,28%

Prepotente rialzo per Innovatec, che archivia la sessione con una salita bruciante del 14,74% sui valori precedenti.

La partenza è stata effervescente per il titolo che ha iniziato la sessione odierna a 0,0386 Euro posizionandosi sopra il top della seduta precedente per poi ampliare la performance nel prosieguo della riunione e terminare in volata a 0,0436, prossimo al valore più alto della seduta.

L’analisi del titolo eseguita su base settimanale mette in evidenza la trendline rialzista di Innovatec più pronunciata rispetto all’andamento dell’indice di riferimento. Ciò esprime la maggiore appetibilità verso il titolo da parte del mercato.

Immagine di borsaitaliana

Vigoroso rialzo per 4Aim Sicaf, che archivia la sessione in forte guadagno, sopravanzando i valori precedenti dell’8,84%. Nella giornata abbiamo assistito ad un avvio con forza ed apertura a 397 Euro sopra i massimi della seduta precedente, con rafforzamento delle quotazioni nel corso della sessione e chiusura in crescendo a 429,9 in prossimità dei massimi di seduta.

L’analisi del titolo eseguita su base settimanale mette in evidenza la trendline rialzista di 4Aim Sicaf più pronunciata rispetto all’andamento dell’indice di riferimento. Ciò esprime la maggiore appetibilità verso il titolo da parte del mercato.

TITOLI FLOP ❌

DescrizioneUltimoVar%
CLABO1,16-11,79%
TREVI FIN IND16,05-9,07%
NB AURORA10,914-8,76%
COPERNICO6,9-6,76%
TESLA302,05-6,63%
RESTART0,578-6,62%
NEUROSOFT1,09-6,03%
ARTERRA BIOSCIENCE4,502-6,01%
A.S. ROMA0,575-5,74%
UCAPITAL244,47-5,70%

Chiusura in profondo rosso per Clabo, che al termine della seduta esibisce una variazione percentuale negativa dell’11,79%.

Inizio di giornata sottotono per il titolo che ha segnato un primo prezzo a 1,3 Euro, sopra il livello inferiore di ieri, per poi perdere forza nell’arco della riunione e cadere al termine delle contrattazioni vicino al minimo di 1,16. La tendenza ad una settimana di Clabo è più fiacca rispetto all’andamento dell’indice di riferimento.

Tale cedimento potrebbe innescare opportunità di vendita del titolo da parte del mercato.

Immagine di teleborsa

Chiusura in profondo rosso per Trevi, che al termine della seduta esibisce una variazione percentuale negativa del 9,07%. L’esordio è stato stabile rispetto alla conclusione del giorno precedente, seguito da un progressivo deterioramento nel corso della riunione e da un finale sottotono attorno al livello più basso di giornata.

Lo scenario tecnico visto ad una settimana del titolo rispetto all’indice, evidenzia un rallentamento del trend di Trevi rispetto al FTSE MIB, e ciò rende il titolo potenziale obiettivo di vendita da parte degli investitori.

Articolo a cura di Vincenzo Balzano

Leggi anche:

Leggi anche: https://cercolinfo.it/index.php/2019/11/18/tutti-i-segreti-del-risparmio-borsa-italiana-ed-europea-in-rialzo/

Lascia un commento